In un contesto in cui la sostenibilità aziendale è chiamata a dimostrare il proprio impatto reale, l’incontro dedicato alla rendicontazione secondo la CSRD e alla comunicazione efficace ha rappresentato un momento di riflessione collettiva preziosa. A partire da esperienze concrete, visioni innovative e prospettive multidisciplinari, speaker e partecipanti hanno condiviso approcci, strumenti e sfide nel percorso di transizione verso una sostenibilità che non sia solo adempimento normativo, ma leva strategica, culturale e reputazionale. Dall’adozione dell’intelligenza artificiale nei processi comunicativi alla costruzione di piattaforme digitali integrate, dal ruolo attivo degli stakeholder alla centralità delle persone, l’evento ha messo in luce un cambio di paradigma ormai in atto: non basta “rendicontare”, occorre comunicare con senso, con concretezza e in maniera accessibile, restituendo valore e visione alle azioni intraprese. In questo articolo, ripercorriamo i principali contributi emersi, tra spunti strategici, riflessioni critiche e suggestioni per il futuro.
Durante l’incontro si è approfondito il duplice tema della rendicontazione sostenibile secondo la CSRD e della comunicazione efficace, con particolare attenzione all’uso dell’intelligenza artificiale e dei dati per creare contenuti strategici. Giulio Cupini, co-founder di SostenibileOggi, ha sottolineato l’importanza di non limitarsi alla conformità normativa, ma di trasformare la sostenibilità in una leva comunicativa accessibile e coinvolgente. L’analisi delle ricerche online dimostra una crescente domanda di chiarezza da parte del pubblico su temi ESG e sostenibilità, a cui i brand raramente rispondono in modo efficace. Cupini propone di adottare strategie di Green SEO per posizionarsi in modo organico e valorizzare contenuti sostenibili, anche attraverso aspetti tecnici spesso trascurati, come l’accessibilità web (es. tag ARIA). Una comunicazione sostenibile e continuativa lungo tutto l’anno, e non confinata al solo bilancio, può diventare un vantaggio competitivo misurabile e coerente con i principi di trasparenza e impatto positivo.
Nel suo intervento, Sara Mazzocchi, CEO e Co-founder di Storyfactory, ha presentato in anteprima i risultati di una ricerca sull’intelligenza artificiale e il suo impatto nella comunicazione aziendale. È emerso con forza che l’adozione dell’IA non riguarda solo strumenti, ma richiede un’evoluzione del mindset e una governance chiara, guidata da purpose e visione strategica. L’IA, soprattutto quella generativa, è oggi un abilitatore di pensiero critico e innovazione, non solo un mezzo per creare contenuti più rapidamente. Fondamentale è integrarla nei processi di lavoro in modo sistemico. Inoltre, l’innovazione si intreccia sempre più con la sostenibilità, diventando un driver reputazionale chiave e uno strumento per attrarre talenti. I team di comunicazione assumono così un ruolo centrale: non solo creatori di contenuti, ma facilitatori del cambiamento, chiamati a gestire anche le paure legate alla tecnologia e a raccontare l’evoluzione dell’organizzazione in modo trasparente e credibile.
Luana Porfido di Fujifilm ha illustrato il complesso ma virtuoso percorso dell’azienda verso una rendicontazione sostenibile integrata e strategica. Nonostante il rinvio al 2028 imposto dalla direttiva Omnibus, Fujifilm ha scelto di proseguire con determinazione, vedendo nella CSRD non solo un obbligo, ma un’occasione per rafforzare la propria identità e comunicazione ESG. La diversificazione del portafoglio aziendale (healthcare, semiconduttori, stampa, fotografia) ha richiesto un approccio capillare: un network europeo interdisciplinare ha affrontato l’analisi di doppia materialità, con l’obiettivo di mappare i rischi e le opportunità su tutti i business model. Fondamentale è stato il Sustainable Value Plan 2030, già strutturato su obiettivi ESG concreti, che ha facilitato il dialogo con gli standard europei. Il progetto culminerà in una piattaforma digitale globale per centralizzare i dati e potenziare sia la rendicontazione che la comunicazione interna ed esterna, in modo chiaro, profondo e credibile.
Nel corso della tavola rotonda, moderata da Livio Livi, Direttore Community SDGs Leaders, è emersa con forza la necessità di superare la mera logica della compliance nella rendicontazione sostenibile, per abbracciare una visione strategica e trasformativa. Dai contributi delle speaker e dei relatori è risultato evidente che il valore centrale della sostenibilità risiede nella sua capacità di generare impatto reale, culturale e organizzativo, ben oltre i numeri dei report.
Gaia Mazzon (Alstom) ha sottolineato l’importanza della cultura interna: formare e coinvolgere i dipendenti è essenziale per riconoscere e valorizzare le pratiche sostenibili già esistenti, spesso inconsapevoli. La coerenza tra azioni e comunicazione rafforza la credibilità del brand.
Vito Palumbo (Acquedotto Pugliese) ha lanciato una provocazione potente: la reportistica non è il fine, ma solo uno strumento. La vera sostenibilità è agita quotidianamente, ed è parte del DNA dell’organizzazione, non un add-on narrativo.
Alice Marinelli (Pernod Ricard) ha evidenziato il ruolo dell’“umanizzazione del dato”, riportando la comunicazione al valore autentico di ciò che si fa localmente, a partire dalla comunità aziendale interna. Strumenti digitali sì, ma sempre al servizio del racconto e della comprensione.
Marilda Verzeri (Siram Veolia) ha parlato di “twin transition”, l’unione tra transizione ecologica e digitale, e dell’uso concreto dell’IA come leva di business. L’innovazione, per essere efficace, deve essere integrata, trasversale, formativa e sperimentale.
Infine, nell’intervento conclusivo, tutti hanno condiviso un punto chiave: l’innovazione utile alla comunicazione sostenibile non risiede solo nei tool o nelle AI, ma nella capacità di dare senso, amplificare i messaggi giusti, e mantenere l’essere umano – con il suo pensiero critico – al centro del processo.
Nella conclusione dell’incontro, post gruppi di lavoro a cura dei Prof. Gabriele Micozzi e Francesco D’Astore – Luiss Business School, i partecipanti hanno condiviso spunti strategici emersi dalle proprie esperienze sulla rendicontazione di sostenibilità secondo la CSRD, con un focus su comunicazione, coinvolgimento degli stakeholder e innovazione. Livi ha sottolineato come, nonostante la varietà di approcci, ci sia una visione condivisa: se fatta bene, la rendicontazione non è solo compliance, ma può essere un potente strumento di narrazione e trasformazione. Marilda ha evidenziato la necessità di equilibrio tra trasparenza e vulnerabilità, oltre al bisogno di strumenti innovativi come piattaforme per il monitoraggio degli ambassador interni e app con realtà aumentata.
È emersa una consapevolezza diffusa: siamo ancora agli inizi del percorso, ma con grande potenziale. Dalla sessione di Alessandro e Laura è emersa la critica a una comunicazione ancora troppo passiva, spesso appiattita su linguaggi tecnici non adatti a tutti gli stakeholder, e guidata troppo spesso dai CFO. Si è ribadita la necessità di una cabina di regia più inclusiva, in grado di distinguere pubblico interno ed esterno, rendendo i dati fruibili e valorizzando la cultura aziendale. Infine, si è parlato di piattaforme intelligenti che integrano analisi interna (es. intranet) ed esterna (social), utili a costruire una narrazione più efficace e autentica. Il messaggio chiave? Serve innovare, ma con al centro sempre la strategia, la persona e il valore della sostenibilità.